Marta Raimo racconta i suoi origami

Il nostro corso di origami a Milano si terrà a breve, così abbiamo deciso di fare quattro chiacchiere con la Maestra Marta Raimo (alias Origamate) per scoprire qualcosa in più sul suo lavoro.

Ciao Marta, quando e come hai incontrato per la prima volta gli origami?

Come spesso accade li ho scoperti per caso, circa otto anni fa. La carta è un materiale che ho sempre amato, sia come supporto per disegnare sia per dare vita a collage, biglietti e tantissime altri progetti creativi. Crescendo ho continuato a coltivare il mio interesse per le arti applicate e poi un giorno ho incontrato gli origami. Tutto è nato da un pacchetto di fogli che mi è stato regalato. Non potevo lasciarli inutilizzati e così ho deciso di cercare dei tutorial di origami su internet per imparare a piegare la carta. Sono rimasta letteralmente affascinata da quest’arte! Da allora non ho più smesso.

Cosa ti è piaciuto subito dell’origami?

L’essenzialità! Per dare vita a un origami basta solo un foglio di carta. Non servono altri strumenti o materiali particolari a eccezione delle proprie mani. Rimango sempre stupita da quello che può venire fuori semplicemente piegando un quadratino di carta colorata.

Corso Origami

Com’è cambiato il tuo rapporto con l’origami con il passare degli anni?

Sinceramente, non è cambiato molto. Gli origami sanno regalarmi ogni volta le stesse emozioni, anche se sono passati tanti anni dal primo. È un continuo sperimentare, provare a superare i propri limiti. Ogni volta è una sorpresa riuscire a piegare origami che sembravano “impossibili” da ottenere. L’unica cosa che è cambiata è la mia manualità. Senza dubbio adesso mi sento molto più sicura e impiego sempre meno tempo per realizzarne uno.

Qual è la sfida?

Come dicevo si tratta di una passione ricca di sfide. Da quando ho cominciato ho sempre cercato di migliorarmi provando a piegare origami via, via più complessi. Alcuni non sono ancora riuscita a portarli a termine ma non demordo!

Come ti prepari a piegare un origami? Raccontaci il luogo, la predisposizione, le condizioni di cui hai bisogno ecc.?

Innanzitutto devo essere nelle condizioni “mentali” per potermici dedicare. Non sempre infatti mi sento ispirata. Per esempio quando sono troppo stanca o troppo stressata mi viene difficile concentrarmi ed essere precisa con le pieghe, ma quando sono in vena è tutta un’altra cosa e, anzi, gli origami mi aiutano a ritrovare la serenità nelle giornate “no”. Semplicemente mi siedo alla scrivania, mi assicuro che il piano di lavoro sia pulito, prendo un foglietto e comincio a piegare. Spesso non ho già in mente cosa, mi lascio ispirare dal momento.

Cosa fai/pensi quando pieghi la carta?

Penso solo a quello che sto facendo, ecco perché la trovo un’attività molto rilassante. Serve a svuotare la mente da tutti gli altri pensieri. In quel momento sono concentrata solo sulla carta e sul movimento delle mie mani. Potrei considerarla un’arte terapeutica, in effetti.

Raccontaci la tua esperienza come Maestra di origami, cosa ti soddisfa particolarmente e cosa ti ha stupita?

Da quando ho cominciato a tenere corsi e workshop di origami le soddisfazioni sono sicuramente aumentate. È sempre bellissimo scorgere sui volti delle persone lo stupore di chi non avrebbe mai pensato che da un foglio di carta potessero venire fuori forme di ogni tipo. Il contatto con le persone mi regala ogni volta sorprese ed emozioni diverse.

Ci vogliono doti, strumenti o altre accortezze particolari per piegare origami?

Per piegare gli origami sicuramente ci vogliono un po’ di pazienza e di precisione. La manualità invece si acquisisce con il tempo, non deve necessariamente esserci già. Anche se si è agli inizi, con un po’ di pratica tutto diventa possibile, l’importante è non arrendersi alle prime difficoltà o dopo i primi tentativi fallimentari, proprio come ho fatto io.

Hai un riferimento nel mondo dell’origami? Qualcuno che segui con particolare interesse?

Seguo con interesse i canali YouTube di alcuni origamisti giapponesi (e non) anche se non sempre riesco a replicare i loro modelli, ma questo non significa che non continui a provarci.

Giusto per fare qualche nome:

  • Jo Nakashima
  • Tadashi Mori
  • Kamikey Origami
  • Paper Kawaii

Perché hai scelto di chiamarti Origamate?

Mi è venuto di getto quando pensavo a un nome di dominio per il mio sito. Rimanda un po’ a una forma verbale, tipo un imperativo del verbo (inesistente) origamare, quindi è come se fosse una sorta di incitamento a piegare la carta. Ci tengo anche a sottolineare che si pronuncia così come si legge, a volte infatti può essere scambiato per un nome inglese ma non lo è.

Siete stati pervasi da un irresistibile desiderio di piegare la carta? Non dovete fare altro che iscrivervi al nostro corso di origami o, se preferite, al workshop di 3 ore. Entrambi si terranno a novembre presso la sede di ehi! che corsi.